Internet of Things (IoT) – Il nuovo trend su cui investire nel mondo delle Startup

Internet of Things (IoT) – Il nuovo trend su cui investire nel mondo delle Startup

internet of things

L’Internet delle cose, o IoT, sta emergendo come il trend del momento nel mondo delle Startup, con ripercussioni in tutti i mercati e negli investimenti a livello world wide modificando radicalmente l’economia legata alla produzione dei prossimi anni.

Per molti aspetti, la IoT sta alimentando una terza rivoluzione industriale. La prima rivoluzione industriale ha inaugurato la trasformazione globale tramite il passaggio dal lavoro umano alle macchine e all’automazione. Il secondo cambiamento è stato accelerato attraverso la crescita delle ferrovie, la produzione del ferro e dell’acciaio, l’automazione delle linee di produzione, l’uso della forza vapore, il petrolio, l’energia elettrica e le comunicazioni elettriche.
Con l’introduzione di software embedded nei dispositivi di uso comune legata all’introduzione di hardware App-driven nei dispositivi IoT, e la possibilità di monetizzare da funzioni del dispositivo, i dispositivi sono diventati soluzioni intelligenti capaci di generare ricavi tramite dei nuovi modelli di business. Il collegamento di dispositivi intelligenti a Internet sta accelerando la terza rivoluzione industriale, consentendo la vendita di servizi e soluzioni prodotti da big data alimentati quotidianamente dai dati provenienti dai beni industriali e dai beni di consumo interconnessi.

Soffermandoci sul nostro paese possiamo affermare che le Startup impegnate in progetti legati alle Smart City, Smart Car, Smart Agricolture o Smart Home sono poche centinaia e di queste soltanto il 15% ha raccolto oltre il milione di Euro. A livello world wide sono già migliaia e hanno raccolto oltre 5 miliardi di Euro con gli Stati Uniti il paese più fertile. Ma non sempre è tutto rose e fiori. Ricordiamo il caso Quirky che insegna che una startup di successo non deve solo saper raccogliere fondi ma deve anche saper generare risultati sostenibili in termini di fatturato e marginalità. La Startup ha raccolto oltre 175 milioni di dollari ma aveva una  value proposition poco chiara e con il lancio sul mercato di troppi prodotti, più simili a dei gadget che a dispositivi utili e con valore aggiunto, ha decretato comunque il suo fallimento.

Mettendo in contatto sulla rete miliardi di dispositivi di uso quotidiano, andando dai bracciali per il fitness ai dispositivi industriali, dal mondo automotive ai dispositivi per la sicurezza, la IoT connette i dispositivi fisici con il mondo Internet, aprendo una serie di nuove opportunità e sfide per le aziende, le istituzioni e il mercato consumer. Gartner ha recentemente pubblicato uno studio in cui riporta che circa il 43% delle aziende stanno pianificando di utilizzare dei dispositivi IoT entro la fine del 2016. I grandi system integrators quali IBM, Cisco, Oracle, e SAP hanno fatto enormi investimenti nelle tecnologie legate all’IoT negli ultimi anni e sono in procinto di trasformare una importante parte delle proprie attività in piattaforme e soluzioni legate all’Internet delle Cose. Tutto ciò sta generando un fertile ecosistema che produce e da ossigeno verso la creazione di nuove startup nel mondo IoT.

Se ci soffermiamo per un attimo al mondo automotive delle Smart Car, riscontriamo che gli ultimi modelli di auto sono per la maggior parte connessi alla rete per fornire servizi di ogni genere. Fino a qualche anno fa, i veicoli erano semplicemente un mezzo di trasporto, ma le automobili oggi sono diventate un vero e proprio dispositivo connesso. Entro il 2020, il 90 per cento delle nuove auto sarà integrato a piattaforme di connettività estesa e si stima ci saranno oltre 250 milioni di veicoli con istallati sensori connessi alla rete. Vetture che sono sempre più intelligenti stanno cambiando il concetto di mobilità venendo incontro alle esigenze e preferenze del guidatore che si estendono al di là del veicolo stesso.

Tesla ad esempio ha dimostrato praticamente come poter monetizzare in maniera continuativa da dispositivi IoT nel mondo automotive. Ha infatti recentemente annunciato che stava offrendo un aggiornamento software per le sue vetture per abilitare una funzione di auto-pilota ad alta velocità. Pagando un upgrade software di 2.500 $, Tesla fornisce l’aggiornamento del software al cliente che viene scaricato automaticamente in modalità wireless dall’automobile . Le potenzialità di un business di questo tipo sono incredibili, in quanto ogni cliente può nel tempo adattare il suo dispositivo  (in questo caso una macchina) in modo continuativo, senza dover sostituire il dispositivo fisico.

Abbiamo in Italia anche due Startup nel settore IoT selezionate tra le migliori 50 IoT di Europa. La prima è Filo, la nota Startup nata a Innovaction Lab, condotta dal suo CEO Giorgio Sadolfo. Ha già ricevuto 500.000 Euro da LVenture Group e Angel Partner Group. Filo ti aiuta tramite un piccolo dispositivo munito di GPS integrato a ritrovare qualsiasi oggetto a cui viene collegato utilizzando un’App dal proprio Smartphone. La seconda è Alfred Smart Home, la Startup di Nicola Russo e del suo team di giovanissimi nel campo della domotica e delle Smart Home Technologies. Alfred è un dispositivo che ti permette di controllare tutti gli smart device della tua abitazione. Un sistema che apprende quotidianamente dai comportamenti dei consumatori. La Startup è oggi presente a Roma e Londra ed è stata incubata in Microsoft Ventures ottenendo 500.000 sterline in servizi. Annuncia un importante obiettivo per gli utilizzatori: un risparmio pari al 30% sulle utenze di casa.

Credo che domani acquisterò un “Alfred” per ogni mia abitazione!

Un’altra storia di successo di cui parlare è sicuramente quella di Fabio Sbianchi, il fondatore e CEO di Octo Telematics, nata nel 2012. In quattordici anni Octo Telematics è cresciuta fino a diventare il leader mondiale nel settore per le compagnie assicurative. I dispositivi prodotti, i “Clear Box” sono stati finora installati in oltre 4 milioni di veicoli a livello globale. Sono come delle  scatole nere che installate in un autoveicolo prelevano i dati sulle abitudini degli utilizzatori, sui percorsi effettuati ed avvisano il centro di assistenza in caso di incidente. Il modello di business nato per offrire servizi di riduzione del rischio alle compagnie assicurative e win win verso gli assicurati in quanto si vedono ridotti i premi da pagare alle compagnie, si è presto potuto estendere alla fornitura di servizi di integrazione ed analisi di big data fornendo anche dati sul traffico agli operatori.

Un recente report di Business Insider riporta alcuni punti chiave riguardo i trend dell’IoT nei prossimi anni:

  • In totale, prevedono che ci saranno 34 miliardi di dispositivi connessi a Internet entro il 2020, rispetto ai 10 miliardi nel 2015.
  • I dispositivi IoT saranno circa 24 miliardi, mentre i dispositivi tradizionali di calcolo (ad esempio smartphone, tablet, smartwatches, etc.) saranno circa 10 miliardi.
  • Si prevedono investimenti in oltre 6 miliardi di dollari su soluzioni IoT nel corso dei prossimi cinque anni.
  • Le soluzioni IoT saranno per lo più vendute nel mondo del B2B. Si stimano tre motivazioni principali :  1) riduzione dei costi di gestione; 2) aumento della produttività; 3) espansione verso nuovi mercati e/o sviluppo di nuove linee di prodotti.
  • Le istituzioni sono focalizzate nel miglioramento della produttività, nella riduzione dei costi, e nel migliorare la qualità della vita dei loro cittadini. Saranno pertanto il secondo più grande utilizzatore di ecosistemi IoT.
  • I consumatori a loro volta acquisteranno un enrome numero di dispositivi IoT in quanto diverranno di uso comune nella vita di ognuno di noi
 Ora vado che devo andare ad acquistare il mio primo SmartWatch!

 

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